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I genitori vanno in tribunale per costringere il figlio di 30 anni ad andare via da casa: la vicenda diventa virale e infiamma le discussioni sul web

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Dopo non essere riusciti con le buone a convincere il figlio di 30 anni a lasciare la loro casa, i suoi genitori vanno in tribunale per chiedere aiuto alla legge. Un episodio realmente successo che fotografa una situazione che accomuna attualmente non poche famiglie. Molti genitori si ritrovano a sostenere un figlio adulto di età superiore ai 30 anni, che non vuole lasciare la casa paterna a volte perché sfrutta al massimo la situazione confortevole in cui vive.

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Un giudice nello stato di New York ha ordinato al 30enne di lasciare la casa dei suoi genitori dopo che questi ultimi sono andati in tribunale per chiedere alla corte di costringerlo ad uscire di casa. Michael Rotondo ha detto al giudice che sa che i suoi genitori vogliono che diventi indipendente e si trasferisca altrove, ma ha sostenuto che come membro della famiglia ha dei diritti. La sentenza del giudice della Corte Suprema dello stato Donald Greenwood ha respinto le sue argomentazioni, considerandole come oltraggiose. Dopo il verdetto del giudice il figlio ha detto alla corte che avrebbe presentato ricorso.

I genitori vanno in tribunale: il solo modo per costringere il figlio di 30 anni ad andare via da casa

Mark e Christina Rotondo erano esasperati: lui non voleva trasferirsi malgrado la coppia gli ha lasciato cinque lettere più un’offerta in denaro per sostenerlo all’inizio della nuova vita. In una delle lettere che i genitori hanno scritto e depositato in tribunale, dicevano che il figlio doveva uscire di casa subito, perché litigava con la madre, e gli hanno dato 14 giorni per trovare un nuovo posto: “Michael, ecco $1.100 per te in modo che tu possa trovare un posto dove stare”.

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Nelle lettere i genitori suggeriscono al figlio di vendere lo stereo, alcuni strumenti e qualsiasi oggetto per guadagnare soldi e trovare il posto dove vivere. “Ci sono posti di lavoro disponibili anche per quelli con una brutta storia lavorativa come te…Trovane uno: devi lavorare!” – questo lo sfogo dei due genitori affidate alle lettere. Con i giornalisti fuori dal tribunale, Michael Rotondo ha discusso, lamentandosi della decisione dei genitori per 30 minuti, per poi opporsi alla richiesta del giudice adducendo che avrebbe voluto risolvere le cose direttamente con i suoi genitori.

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Dopo il verdetto del giudice ha detto che non era pronto a lasciare la casa dei suoi genitori e ha chiesto alla stampa di aspettarlo fuori per commentare con loro la sua situazione, così ha fatto sapere che occupava una stanza nella casa dei suoi genitori, non parla con loro e che non era pronto per uscire da casa, svelando inoltre che aveva un accordo ma non ha fornito dettagli.

Il giudice ha incaricato l’avvocato dei genitori a redigere un ordine di sfratto, per dargli il tempo di organizzarsi. Una vicenda diventata virale nel 2018 e che ha fatto scalpore, ma che oggi è alquanto attuale e talvolta dalle tinte più fosche con protagonisti dei figli adulti che hanno reso la vita dei loro genitori un inferno.