Coppia gay riesce ad adottare suo figlio dopo 36 test psicologici: “Aveva bisogno di amore e noi siamo qui per darglielo”

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Una coppia gay riesce ad adottare suo figlio dopo 36 test psicologici e 4 anni passati a lottare con le innumerevoli procedure per l’adozione, in vigore a Baja California, Messico, dove il resto delle coppie riesce ad adottare in soli 9 mesi. Fernando Urías e Víctor Aguirre non si sono mai arresi dopo aver superato non pochi ostacoli. Il loro è stato il ​​primo matrimonio celebrato a Baja California tra due persone dello stesso genere, e dopo la loro unione hanno deciso di formare una famiglia combattendo con tanti pregiudizi.

Come tutti gli altri genitori adottivi si sono imbattuti in molti ostacoli, anche se in quanto coppia gay hanno dovuto affrontare un iter burocratico ancora più selettivo. Il loro per questo è un caso emblematico, come riferito da Milenio, visto che non si sono arresi spinti dal desiderio di voler adottare un bambino. Ma solo dopo anni sono riusciti ad accogliere in casa il piccolo Santiago, di 4 anni. Fernando Urías e Víctor Aguirre hanno avviato le procedure per l’adozione nel 2017, ma per loro la trafila non è durata 9 mesi.

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“Sono passati più di 9 mesi. Il punto è che ci hanno bloccato nei colloqui psicologici, perché dei 12 (test) che normalmente si fanno ad una coppia ‘normale’, ci hanno fatto fare 36 terapie, quindi da lì il processo ha cominciato a trascinarsi” – ha raccontato Aguirre a Milenio.

Coppia gay dopo aver superato 36 test psicologici riesce a concludere l’iter per l’adozione

I genitori del piccolo Santiago hanno denunciato un retroscena: la mancanza di volontà da parte del governo di far adottare un bambino ad una coppia gay. Ma entrambi erano determinati e così non hanno rinunciato alla loro battaglia per diventare la famiglia che sognavano. “Abbiamo superato gli esami ma li hanno fatti di nuovo e l’abbiamo sopportato, e poi è diventato molto faticoso […]” – ha detto Urías.

La coppia gay riesce ad adottare suo figlio dopo un lungo iter, trovando nei propri familiari un grande sostegno. Malgrado i momenti di sconforto la coppia alle prese con le procedure per l’adozione ha contemporaneamente decorato la loro casa, preparando la stanza per accogliere il loro futuro figlio. Poi finalmente è arrivato l’agognato giorno in cui sono diventati i genitori del piccolo Santiago.

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Dopo essersi confrontati con altre 10 coppie che avevano iniziato le procedure per l’adozione, hanno saputo che la maggioranza aveva adottato i propri figli in 9 mesi. A causa del ritardo, hanno deciso di presentare ricorso al Sistema Nazionale per lo Sviluppo Integrale delle Famiglie, per le irregolarità. Nel documento affermavano che entrambi avevano già soddisfatto i requisiti e che non c’era motivo di ritardare il processo. Solo dopo una lunga attesa hanno scoperto un’irregolarità: “Ci avevano assegnato nostro figlio, ma non ce l’hanno mai detto, no, ed è rimasto bloccato per due anni”.

Fernando Urías e Víctor Aguirre oggi sono felici che sia a casa con loro: “Santiago è venuto in questa casa come se lo sapesse, come se ci conoscesse da anni, aveva bisogno di amore, ed eccoci qui. Aveva già da tempo la sua camera da letto, pronta, che lo aspettava”.