Pedagogia

Bambini e ansia: “Mi fa male la pancia” una frase da non sottovalutare

Publicato da
Martina Solazzo

I bambini e l’ansia sono due concetti molto spesso strettamente collegati. Soprattutto tramite manifestazioni fisiche come il mal di pancia.

Chi ha figli molto spesso avrà sentito dire dal proprio figlio questa frase: “Mi fa male la pancia“, magari in un momento particolarmente stressante. Mia figlia me lo diceva ogni sera nel momento in cui doveva andare a dormire. Appena spegnevo la luce pronunciava subito questa frase.

Bambini e ansia: i collegamenti che ci sono fra questo stato d’animo e le sensazioni fisiche. Cosa significa quando dicono “ho mal di pancia”

Ci sono bambini a cui viene mal di pancia nel momento in cui arriva il buio e devono andare a letto, altri che iniziano a sentire male al mattino, prima di andare a scuola.

Di notte infatti è il momento in cui l’ansia si intensifica, in cui tutto fa più paura.

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Io e mia figlia abbiamo lavorato tanto insieme per eliminare questo problema, adesso sa che la sua pancia sta bene è solo la sua preoccupazione che le fa sentire dolore.

Perché i bambini dicono che hanno male allo stomaco?

Come prima cosa c’è da chiarire che hanno veramente dolore, la pancia fa male davvero.

Lo stomaco infatti è sede del sistema nervoso enterico ed è chiamato “secondo cervello”.

I nervi e l’ansia creano veramente una sensazione fastidiosa alla pancia.

Ed è un bel circolo vizioso, perché più fa male lo stomaco e più viene l’ansia. Un cane che si morde la coda praticamente.

Secondo uno studio, il 51% delle persone intervistate che hanno sperimentato dolori allo stomaco come i bambini, ha avuto un qualche tipo di disturbo d’ansia nella loro vita.

Una volta che sono state escluse altre cause è molto importante ricordare che i bambini che spesso si lamentano del mal di pancia non se lo stanno assolutamente inventando. Non mentono e non lo fanno per attirare l’attenzione. Stanno provando ansia e il corpo la manifesta proprio nella pancia.

Quindi è fondamentale non sminuirli nel modo più assoluto e non ignorarli. Siamo noi i genitori, la loro ancora di salvezza e il fatto che ce lo dicano significa che stanno cercando consolazione.

Dedichiamo loro il nostro tempo, abbracciamoli e rassicuriamoli e poi chiediamo cosa c’è che non va.

Magari sono preoccupati per un interrogazione a scuola, hanno problemi con un amichetto o più semplicemente hanno bisogno di rifugiarsi fra le nostre braccia per un momento.

Allora come affrontare questo problema che riguarda i bambini e l’ansia? Si può facilmente risolvere attraverso l’ascolto delle loro paure per poi passare ad una spiegazione, ad una sorta di esorcizzazione.

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