Advertisement

Cambiare idea non è solo un diritto, ma un dovere nei confronti di te stesso, un atto di coraggio

Condividi:
Advertisement

Il coraggio….. quante persone possono dire di avere coraggio? Rimettersi in gioco, decidere di cambiare la propria vita rischiando di intraprendere una strada diversa da quella che percorriamo adesso, senza sapere quello che ci aspetta.

Quanti di noi avrebbero davvero la capacità di rimettersi in discussione ed affrontare le opinioni non sempre gentili delle persone, abbandonare un porto sereno per immettersi in un mare in burrasca, senza sapere dove potremmo arrivare.

Jacques Brel diceva “Conosco delle barche che si dimenticano di partire perché hanno paura del mare”
Perché per tanti è così difficile decidere di rimettersi in discussione?

Ognuno di noi, con il passare degli anni, si è creato una propria identità. Questo essere sicuri di noi stessi, della nostra immagine e del nostro modo di fare ci crea una corazza che ci difende nel corso della vita da tutte le situazioni che possiamo incontrare, facendoci sentire forti, sicuri di noi stessi.

Ma se queste certezze dovrebbero venir meno e dovessimo renderci conto di non essere forti e sicuri di come eravamo convinti cosa potrebbe accadere?

Marion Woodman diceva che l’uomo che non cambia mai la sua opinione e’ come l’acqua stagnante, che alleva rettili nella mente.

In questo caso ci troviamo di fronte a due strade. Una ci porta ad andare avanti e a far finta che niente sia cambiato, che sia solo frutto della nostra immaginazione e continuare per la nostra strada.

La seconda invece, ci permette di prendere in mano la situazione, affrontare il percorso che ci attende con coraggio, dimostrando di essere in grado di affrontare i cambiamenti e dimostrando di essere capaci ad adeguarci agli imprevisti che possono capitarci nel corso della nostra vita.
I rapporti con le persone vicine, sono un sostegno o una prigione?

Cosa ancora diversa accade quando il coraggio di cambiare non ci manca, ma, a frenarci nel nostro cammino sono le persone che abbiamo al nostro fianco tipo amicizie, parenti o colleghi di lavoro.

Quando siamo noi ad avere la volontà di cambiare ma ci facciamo fermare dai giudizi delle persone che incontriamo ogni giorno e si sentono autorizzate a decidere delle nostre vite, senza curarsi dei nostri desideri.

Non dovremmo permettere queste intromissioni perché un rapporto dovrebbe basarsi sul rispetto e sulla comprensione.
Dovremmo sentirci liberi di prendere le nostre decisioni senza che i giudizi altrui influiscano sul nostro futuro, sentirci liberi.

Scegliere di cambiare ci permetterà di aprire tanti orizzonti davanti a noi.
Se invece non avessimo il coraggio di decidere e rimanere attaccati a quello che conosciamo saremmo per sempre vincolati a qualcosa che potrebbe crearci dei malumori.
Cambiare idea è un nostro diritto

Un cambiamento potrebbe essere sempre visto come una minaccia alla nostra incolumità per chi ci guarda dall’ esterno.
Potrebbe sembrare una minaccia per il nostro equilibrio.

Ma è solo una questione di abitudine. Potremmo fare tanti paragoni per mostrare che siamo vittime di questo meccanismo. Da un semplice taglio di capelli a un modo di vestire.
Scegliere di cambiare e’ un nostro diritto, l’ importante e’ sentirlo nella nostra anima, non dobbiamo restare legati a degli schemi, solo perché lo abbiamo fatto fino ad ora.

“Se i bruchi non avessero il coraggio di cambiare non esisterebbero le farfalle”.
Trovare il coraggio di rimettersi in discussione fa di te una persona forte, sicura, che si mostra in grado di evolversi, abbandonando le sue certezze perché sicuro del proprio equilibrio interiore, senza il bisogno di sostegno dall’esterno.

Quando riuscire a cambiare idea è segno di equilibrio interiore
Quasi sempre ci aggrappiamo alle nostre convinzioni semplicemente per paura di smarrirci, solo perché nella nostra vita ci hanno messo in testa che è sbagliato abbandonare ciò che è sicuro per qualcosa ancora da esplorare.

Ma non dobbiamo pensare che quello che agli altri spaventa può danneggiare anche noi, siamo tutti diversi e scegliere di cambiare e’ davvero possibile se lo si desidera veramente.

Denis Waitley, uno dei più grandi scrittori e oratori americani a sostegno del potenziamento umano diceva che nella vita ci sono sempre due scelte. Accettare le condizioni in cui viviamo o assumerci la responsabilità di cambiarle.
Scegliere di cambiare significa decidere di evolversi, aprirci a nuovi orizzonti e scegliere di esplorarli.

Mostrare di avere una grande forza interiore per poter scegliere quello che riteniamo sia più giusto per noi. Non saremo più limitati nel nostro pensiero e avremmo una visione diversa di quello che ci circonda.
È legittimo sentirsi in crisi

Quando accettiamo un cambiamento abbiamo la possibilità di vedere quante possibilità ci concede la vita, riusciamo ad osservare le cose accadono con i nostri occhi, non ci accontentiamo più di sentircele raccontare.

E’ come se dentro di noi ci fosse un’ esplosione di emozioni che ci ci aprisse mille orizzonti, su fatti reali, non più su concetti che ci sono stati imposti per farci accettare le cose sulla base di abitudini.

Questo cambiamento porterà una profonda crisi interiore ma che ci aprirà un percorso di crescita che ci farà diventare più forti, senza più il bisogno di nasconderci dietro una maschera finzione e autorità nei rapporti umani.
Dogma o ricerca : il dilemma dell’evoluzione

La principale differenze tra il dogma e la ricerca è che il primo si basa sul dare risposte, l’altro su porre domande.
Potremmo pensare di trovarci di fronte a due percorsi, uno ci porterà di fronte ad un muro mentre l’ altro ci lascerà la possibilità di guardare avanti.

E’ vero che il muro ci darà una sensazione di protezione, quasi a volerci riparare da tutto ma non ci permetterà mai di vedere cosa nasconde. L’ altro potrebbe spaventarci perché ci lascia guardare lontano, senza mostrarci cosa potremmo incontrare.

Ma la possibilità di camminare ci aprirà una nuova visione del mondo e delle cose sempre più interessante che ci permetterà di espandere le nostre conoscenze. La stessa cosa potremmo dire del dogma e della ricerca, il primo è basato sul dare risposte mente il secondo sul porre domande, proprio come le scelte che dobbiamo fare nel nostro percorso di vita.

Elizabeth Gilbert scrisse in un suo celebre romanzo:
“Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore;

se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio;
se accetti tutti quelli che incontri, strada facendo, come insegnanti; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà di te stesso veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.”