Riflessioni

Una bella casa è inutile se non è abitata da persone che si amano. Meglio una casetta e un cuore contento che un palazzo pieno di vento

Publicato da
Alice Iz

Può diventare inutile anche la più belle delle case se non è abitata da persone che si amano e che si rispettano. Se non si respira serenità. Se non genera un’idea di appartenenza, di nido.

Si passa gran parte della vita a rincorrere un’idea di felicità e benessere che poco ha a che fare con il vero significato di queste parole. Con il vero senso della vita.

Una bella casa, una bella auto, un bel conto in banca, un bell’aspetto… ma siamo certi che basti tutto questo per rendere la nostra esistenza realmente più felice?
No. Non basta. E ne sono testimonianza le tante persone insoddisfatte, frustrate, che abitano il mondo. Infelicemente.

Non basta avere una bella casa per realizzare una bella famiglia.
I tendaggi più preziosi non potranno mai sostituire un abbraccio che protegge e consola. Che allontana i timori.

Un gran numero di stanze o stanze ampie e spaziose, possono solo aumentare il senso di vuoto e di lontananza in una famiglia dove manca il dialogo, il desiderio di ritrovarsi insieme, il piacere di confrontarsi e condividere.

Mobili di pregio non possono essere paragonati al profumo di un dolce per i propri cari che cuoce nel forno dopo essere stato preparato con pochi ingredienti e molto amore.
Il sistema di riscaldamento più sofisticato e potente, non scalderà mai quanto una parola gentile, un gesto affettuoso, una carezza inaspettata, la considerazione reciproca.

I lampadari più scintillanti impallidiscono dinanzi alla luce del sorriso della persona amata, allo splendore di una risata genuina, spontanea, colma di gioia e allegria.

Il divano più ampio non potrà mai dare il riposo e il relax che si ottengono quando ci si ritrova insieme dopo una giornata di lavoro lunga e faticosa. A ridere di un episodio buffo accaduto, sfogarsi per quell’imprevisto che ha causato malessere o preoccupazione. Raccontarsi.

Il letto più comodo non potrà mai sostituirsi ad un letto meno innovativo, ma che di notte accoglie i sogni più belli, le speranze condivise, la preghiera per un domani di pace e salute.

Le pareti splendidamente decorate, i quadri di valore, i soprammobili più costosi, gli elettrodomestici più funzionali, non possono e non potranno mai sostituirsi alla presenza delle persone amate. All’aiuto reciproco, alle fatiche condivise.

Una bella casa è il simbolo del successo, del miglioramento economico e sociale, della ricchezza. Ma quella esteriore, che poco conta quando tutto il resto manca.

Quando manca l’affetto autentico, i valori morali, i principi nobili e profondamente umani.
Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense diceva:

“Il denaro non ha mai reso un uomo felice, né lo farà mai. Più un uomo ha, più vuole. Invece di riempire un vuoto, ne crea un nuovo.”

Ed è il peggiore dei vuoti: quello interiore. Quello di una solitudine affollata. Quella condivisa con persone che convivono sotto lo stesso tetto quasi da estranei.
Un antico proverbio recita:

“Vale più una casetta e un cuore contento che un palazzo pieno di vento.” Ed è realmente così.
Nessuna bellissima casa è paragonabile ad una casa magari più modesta, ma abitata dall’amore, dal rispetto e dalla dignità.