Quando ho iniziato ad amare me stesso. Charlie Chaplin nel suo brano più noto ed apprezzato e che tutti dovrebbero far proprio

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Un uomo che ama se stesso compie il primo passo verso l’amore reale.
(Osho)
Dietro questa frase, quella di amare se stessi, possono nascondersi tante trappole.

Spesso ai nostri giorni viene utilizzata per mascherare un piccolo tornaconto, incapacità ad assumersi le proprie responsabilità, mettere la propria persona non insieme alla propria famiglia ed ai propri affetti ma sempre e solo al centro del mondo.

L’indimenticabile Charlie Chaplin, in occasione del suo settantesimo compleanno scrisse una dedica molto profonda riguardo questo sentimento e questo atteggiamento.

Leggiamola insieme:

Quando ho iniziato ad amare me stesso ho capito che quello che chiamiamo dolore, sofferenza interiore solo piccoli avvertimenti che mi indicavano che stavo vivendo contro quello che sentivo dentro.
Oggi ho imparato che questo ha un nome: Autenticità.

Quando ho iniziato ad amarmi davvero ho imparato a non desiderare più un’altra vita, a non rincorrere più modelli e stili di vita a me estranei e a considerare anche talune fatiche giornaliere come un invito a crescere.
Oggi chiamo questo maturità.

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Quando ho iniziato ad amarmi davvero ho capito quanto sia sbagliato tentare di imporre a qualcuno desideri, convinzioni, verità assolute soprattutto se quella persona è la propria mente e la propria anima.
Oggi definisco questo traguardo rispetto per se stessi.

Quando ho iniziato ad amarmi ho cominciato a lasciare cose, persone, situazioni che mi facevano solo del male, piovre che si attaccavano al mio essere per trascinarmi costantemente verso il basso.
Oggi chiamo questa consapevolezza con il termine di amore di sé.

Quando ho imparato a smettere di fare sogni ad occhi aperti, ad inseguire traguardi impossibili, idee faraoniche e soprattutto a considerare importanti anche le piccole cose di ogni giorno, ho capito l’utilità di questa posizione che chiamo semplicità.

Quando ho voluto smettere di avere sempre ragione, di sapere quale fosse la posizione giusta, di volere inseguire la verità assoluta su ogni argomento ed in ogni campo, ho provato un grande benessere interiore e una stupenda leggerezza mentale.

Tutto questo la chiamo umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero ho capito quanto male può provocare anche a se stessi il proprio pensiero e convinzioni sbagliate, cominciando invece ad ascoltare più attentamente la sottile voce del cuore.

Oggi chiamo questa posizione con il nome di saggezza interiore.
Pensieri e parole che vanno letti e riletti, meditati, per comprendere quanto importante siano l’amore ed il rispetto di sé per giungere ad amare realmente anche chi ci vive accanto, le persone che fanno parte della nostra vita.