Pedagogia

Non esistono bambini difficili, ma genitori che non sanno parlare ai propri figli

Publicato da
Deborah Doca

I bambini difficili non esistono, ma esistono genitori che non sanno parlare ai bambini.
È un’affermazione forte, ma necessaria per aprire le porte ad una importante riflessione.

Viviamo sommersi dalle cose da fare, sempre di corsa, sempre a rincorrere obiettivi spesso inutili.

Tutto questo produce stress , anche se così non sembra. Stress che poi viene scaricato alla prima occasione. E, molte volte, a pagarne le conseguenze sono i bambini.

Tutta la nostra frustrazione finisce per trasformarsi in atteggiamenti e parole dure che sfoghiamo con coloro che amiamo di più.

Molti di loro sono bambini piccoli, bambini che non capiscono la ragione della nostra irritazione e, per risposta, ci guardano allibiti e sorpresi.

Quante volte sentiamo frasi come ” sei uno stupido”, ” mi sembri un folle” pronunciate con impeto, quasi rabbia.

Senza pensare a cosa andiamo a creare nella mente di un bambino, quali sensi di colpa questi atteggiamenti, immaturi e istintivi, vanno a determinare nella psiche dei piccoli.

Spesso non sono i bambini che stanno attraversando “un momento difficile”, ma i genitori che sono sopraffatti e non sanno come gestire la pressione.

Ed è un qualcosa sul quale riflettere, e a fondo, perchè un bambino è alle porte delle sue esperienze, e certe risposte e certi atteggiamenti non possono che lasciarlo spaesato e confuso.

Parlare con amore, anche quando occorre riprendere taluni comportamenti è fondamentale.

I genitori credono che un urlo o una punizione siano più efficaci di una buona conversazione perché i risultati sono immediati.

Dimenticando cosa si rischia di generare nella mente e nell’animo di un piccolo, qualcosa poi difficile da rimuovere se sedimentato e fatto proprio: il risentimento, la sfida, l’allontanamento, perchè viene meno quel collante che deve sempre permeare un rapporto tra genitori e figli.

Se spieghiamo loro cosa hanno fatto di sbagliato, come dovrebbero procedere e terminare la conversazione con un abbraccio, noi insegneremo loro che errare è umano e che l’importante è imparare dagli errori, capiranno che gli stiamo mandando un chiaro messaggio: “Mi fido di te , la prossima volta andrà meglio. ”

Tenere con loro un legame basato certo sul rispetto ma sempre fondato sull’amore e la tenerezza, anche quando è opportuno riprenderli, farà di loro adolescenti più sicuri e responsabili, perchè cresciuti all’interno di un rapporto fondato sull’amore.

Viceversa un rapporto che privilegerà l’aggressività promuoverà più aggressività e comportamenti che non vogliamo e pensiamo di evitare.

Ad esempio, se nostro figlio non capisce le nostre urla, imparerà a non ascoltarci. Non solo non si sarà ottenuto quanto sperato, ma avremo allargato il fossato dell’incomunicabilità, del distacco.

Anche se ci si sente deboli, anche se tutto ciò che ci circonda è negativo, non stanchiamoci mai di parlare con i figli.

Non sono loro la causa di quanto stiamo attraversando. È fondamentale che ogni genitore rifletta approfonditamente su questo.

Tutto ciò che accade durante l’infanzia segna profondamente e interferisce sul loro futuro. I bambini nascono predisposti all’amore.

Impariamo a conoscerli, donando loro affetto e cercando di educarli attraverso valori come rispetto, comprensione, dialogo.

È importante preservare loro da quegli stati d’animo e da quelle frustrazioni che non si riescono a gestire e controllare.

Ed è fondamentale capire che un bambino preferisce l’intimità di un rapporto vero a mille giochi regalati magari per farsi perdonare delle proprie mancanze.

Fonte immagine anteprima:  Claudia Tremblay