Riflessioni

Lo stato migliore della vita non è essere innamorati, ma essere sereni

Publicato da
Deborah Doca

Si può essere felici senza essere innamorati

Siamo letteralmente sommersi da programmi, siti, app , che invitano chiunque alla ricerca spasmodica dell’anima gemella, del partner.

Come se questa fosse una condizione essenziale, senza la quale non si giunge a considerare, nemmeno lontanamente, come appropriata la scelta di trovare serenità ed equilibrio anche da soli.

Questa frenetica corsa alla ricerca del partner, per di più perfetto, ci consegna ad una specie di gara continua con noi stessi, facendoci dimenticare non solo la conoscenza del proprio io, ma facendoci accumulare anche una nutrita serie di delusioni!

Partire quindi dalla conoscenza di stessi: questo è il suggerimento che si può dare a chiunque desideri uscire dal vortice della ricerca continua del compagno/a perfetto.

Un viaggio di esplorazione non certo semplice, durante il quale elementi necessari sono la verità nei confronti di se stessi e, come magnificamente descritto da De Andrè, la capacità di praticare la solitudine.

Parafrasando Graham Green nel celebre ” Fine di una storia” quando imbocchiamo il sentiero dell’interiorità pieni di esperienza e saggezza, prendiamo il sentiero giusto.

Non deve apparire come la panacea di tutti i mali, in fondo anche l’essere umano è un animale sociale, sicuramente però la conoscenza di se stessi migliorerà le nostre relazioni e darà ad esse maggiore valore e significato.

Qualcuno la definisce tranquillità, forse sarebbe meglio chiamarla maturità o equilibrio. Quella condizione nella quale emozioni e passioni non sono assenti, tutt’altro. Vissute, filtrate e temperate con la maturità che deriva dalla propria conoscenza, e non lasciate alla mercè di qualche stereotipo come vorrebbe il pensiero comune.

Equilibrio significa quindi non rincorrere un presunto successo in una storia perdendo completamente di vista la propria personalità, inseguire senza una bussola stereotipi come quelli del ” mettere la testa a posto quando troverò l’anima gemella” ma, al contrario, avere la giusta tranquillità per comprendere affinità e non perdere senso critico di fronte a comportamenti ed atteggiamenti che generano delusioni.

Come fare quindi?

Antoine de Saint-Expuéry, celebre scrittore francese, diceva che le cose vanno affrontate una alla volta, senza cacciare tutto, speranze, attese, sogni, nell’indistinto minestrone che vorrebbe nella perfetta relazione la soluzione di ogni problema. Coloro che credono che l’amore risolva tutto, sbagliano in partenza.

Si condannano, senza accorgersene, ad una rincorsa miope che fa perdere di vista i valori e le emozioni che un amore consapevole può portare. La strada maestra è quella che consiglia di evitare di saltare nel vuoto, di abbandonarsi, come per moda, in quello stato di euforia superficiale.

Un veloce vademecum tascabile per fare le mosse giuste:

Se l’obiettivo quindi è la ricerca dell’equilibrio, capace di guidarci come una bussola stabile, ecco alcuni passi da compiere quanto prima

1- Separare le relazioni e valutarle sulla base della ricchezza che procurano. In parole povere imparare a sbarazzarsi di tutte quelle relazioni che portano solo tensioni, nervosismo, instabilità interiore.

2- Smettere di considerarsi vittima.
Non ci sono sempre e solamente congiure o situazioni sfortunate. Il più delle volte ci mettiamo da soli in circostanze nelle quali crediamo di vedere qualcosa che non c’è. Il primo e più importante passo avanti, consiste nel vedere con molta obiettività tutto e tutti.

3- Avere ben chiaro cosa significa essere felici. Una volta sgombrato il campo da fraintendimenti e falsi traguardi, è necessario chiedere a se stessi cosa sia la felicità.

Ed a questo punto ci si potrà accorgere che non significa mostrare il fidanzato di turno, quanto avere la certezza di condividere le cose più intime con la persona giusta. In mancanza, meglio stare soli e godersi in maniera rilassata la vita per quella che è.

L’amore non è un traguardo nè un obiettivo obbligatorio. Deve essere vissuto e condiviso con chi ci è realmente affine.